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Medicina olistica

Cosa sta a significare il termine "olistico"?
il termine deriva dalla parola greca antica "olos" che significa: tutto, intero, totale. La medicina biologica olistica, sostiene che l'organismo non è solo la somma delle sue parti ma è un'unità indivisibile e pertanto deve essere esaminato nella sua totalità. La scienza medica, la psicologia contemporanea, le antiche filosofie orientali, la fisica dei quanti, tutto ci parla della realtà e del vivere come di una unità, di un intero non scindibile nelle sue parti. David Bohm diceva a proposito: "se pensiamo all'universo come una rete di interconnessioni energetiche, non possiamo più concepire l'idea di parte, quindi non siamo parti separate di un intero, siamo l'intero." Dobbiamo quindi abituarci ad una nuova nozione di interezza , che nega l'antica idea che il mondo possa essere analizzato e studiato in parti che esistono indipendentemente le une dalle altre".
Tutte le ricerche più avanzate ci parlano di integrità, di totalità, di multidimensionalità della realtà.
Nel corso degli anni si sono sviluppate tutta una serie di teorie di vita e di terapie (Omeopatia, Agopuntura, Riflessologia, Posturologia, Tecniche di Rilassamento, Fiori di Bach ecc), che si avvicinano progressivamente alla visione globale della persona nella sua integrità (corpo, mente ed emozioni).
Ma qualunque sia la strada intrapresa il medico deve sempre tenere conto che l'essere umano è un' unità psicosomatica e solo considerando tutti questi aspetti può aiutarlo ad arrivare alla guarigione. Solo se le varie forze che agiscono nel nostro interno sono in equilibrio possiamo parlare di salute, di benessere, di gioia e di amore. È su questo principio di guarigione che fanno leva tutte quelle discipline terapeutiche chiamate "alternative".
Quindi la vera novità della Medicina Olistica ( detta anche Naturale o Integrata) consiste in una rivoluzionaria visione del concetto di malattia, non più espressione del malfunzionamento di un singolo organo o apparato, bensì effetto di uno squilibrio generale della persona, che si rende evidente tramite una serie di sintomi, i quali interessano contemporaneamente tanto la sfera psicologica del paziente quanto quella fisica, dove più spesso la malattia appare localizzata.
In realtà, però, proprio quel corteo di sintomi psichici - come paure, ansie, irritabilità, suscettibilità, ecc. - che sovente accompagna le manifestazioni locali, e che troppo spesso la medicina tradizionale tende a separare dal contesto generale, è la prova più evidente che la malattia, pur interessando questo o quell'organo, colpisce l'essere in tutta la sua interezza.

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